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Tridente o Cavallino?

Novembre 2012

Tridente o Cavallino? Due loghi, due leggende italiane. Due storie spesso associate e contrapposte; ma mentre della seconda sappiamo quasi tutto, della prima, quella del Tridente, ci sembra doveroso spendere quattro righe a suo favore in quanto oltre ad essere una storia alquanto travagliata, è risultata essere un fulcro “anche” e non solo per gli amanti della Ferrari. Stiamo parlando del suo alter ego: la Maserati. Una famiglia numerosa, composta da sette fratelli nati a Voghera da Rodolfo, macchinista ferroviere, e Carolina Losi. Carlo, il primogenito, nasce nel 1881, Bindo nel 1883 e Alfieri nel 1885; quest'ultimo muore, tuttavia, pochi mesi dopo e il suo nome viene dato al figlio successivo, nato nel 1887; nel 1890 viene alla luce Mario, nel 1894 Ettore e, nel 1898, Ernesto. Tutti i Maserati si occuperanno di meccanica, progettazione e realizzazione di automobili, ad eccezione di Mario, pittore, che e ritenuto, seppur non con certezza, l'ideatore del marchio della Casa, il Tridente, ispirato alla statua del Nettuno dell'omonima piazza di Bologna. Il primo ad occuparsi di motori é Carlo che, lavorando in una fabbrica di biciclette di Affori, vicino Milano, progetta un motore monocilindrico per velocipedi che viene, poi, prodotto dal Marchese Carcano di Anzano del Parco, nella sua fabbrica di motociclette. Carlo Maserati corre anche in sella alle biciclette Carcano, equipaggiate col motore da lui disegnato, vincendo alcune corse e stabilendo, nel 1900, il record dei 50 km/h. Nel 1901 Carlo si trasferisce alla Fiat, in seguito alla chiusura della Carcano, e, poi, nel 1903, alla Isotta Fraschini, dove e collaboratore tecnico e collaudatore; alla Isotta fa assumere, a soli sedici anni, il fratello Alfieri. Carlo ha una brillante ma breve carriera perché muore a soli 29 anni, dopo aver lavorato e corso per la Bianchi, essere diventato direttore generale della Junior e aver avviato, con il fratello Ettore, un'attività in proprio per la produzione di trasformatori di impianti elettrici per auto da bassa ad alta tensione. Anche Bindo ed Ettore iniziano a lavorare alla Isotta Fraschini; qui Alfieri diviene prima tecnico e poi pilota e, col fratello Ettore, dopo essere stati rappresentanti della ditta in Argentina, USA e Inghilterra, nel 1912 e incaricato di dirigere, per l'azienda, il servizio di assistenza clienti a Bologna. E' proprio a Bologna, in via de' Pepoli, che, il 1° dicembre 1914, Alfieri Maserati crea la "Società anonima Officine Alfieri Maserati", officina specializzata nell'elaborazione e nell'adattamento delle vetture Isotta Fraschini alle gare su strada; la società, in cui lavoravano anche Ettore ed Ernesto, aveva soltanto 5 operai. Sara proprio Ernesto ad occuparsi della società mentre Alfieri ed Ettore vengono chiamati alle armi. Congedato prima della fine della guerra, Alfieri avvia a Milano un'attività complementare per la produzione di candele di accensione da lui brevettate. Dopo la guerra, la società viene trasferita in una nuova sede, alla periferia di Bologna; l'attività principale dei fratelli Maserati resta l'elaborazione delle Isotta Fraschini ma essi lavoreranno anche su altri tipi di vetture; Alfieri inizia la sua carriera di pilota e si dimostra subito valido, vincendo la Susa Moncenisio, il Circuito del Mugello e la Aosta-Gran San Bernardo; la Diatto gli offre, inoltre, di progettare le sue vetture e anche di correre con esse; nel 1924, tuttavia, dopo aver dominato il GP di San Sebastiano, pur essendosi ritirato, viene squalificato per cinque anni (pena condonata dopo qualche mese) per aver sostituito il due litri della sua vettura con un motore di tre litri.

Una Maserati MC12 a Montecarlo

Lontano dalle corse, Alfieri si dedica completamente al lavoro in officina e, dopo aver chiuso la collaborazione con la Diatto, nel 1926 fa nascere la prima vettura interamente Maserati, la Tipo 26, sulla quale appare per la prima volta il Tridente; la Tipo 26 vince all'esordio, nella propria classe, la Targa Florio, con alla guida proprio Alfieri Maserati. Nel 1927, con la Tipo 26B, dopo aver ottenuto il terzo posto alla Targa Florio, Alfieri ha un grave incidente alla Coppa Messina; nonostante la forzata assenza del suo fondatore dalle corse, la Maserati vince il campionato italiano marche. Nel 1928 le Maserati ottengono molti successi nelle gare minori con i piloti-clienti, che saranno per molti anni garanzia e supporto tecnico ed economico per la Maserati. Nel 1929 viene realizzata la V4, con motore 16 cilindri, che debutta nel G. P. d'Italia e che stabilisce a Cremona, con Baconin Borzacchini, il record mondiale di velocita sui 10 km per la classe C: 246,069 km/h. Il record della V4 contribuisce notevolmente a far crescere l'immagine della casa e garantisce un cospicuo afflusso di capitali che permettono di espandere l'azienda e l'attività. Nel 1930, sempre con la V4 e con Borzacchini, arriva anche la prima vittoria assoluta in un Gran Premio, al GP di Tripoli. Nel 1931 vengono progettate la 4CTR e la 8C 2500 a trazione anteriore, ultima vettura concepita da Alfieri Maserati il quale morirà il 3 marzo 1932; ai suoi funerali, a Bologna, parteciperà una enorme folla nella quale si mescoleranno, nel dimostrare affetto ad un grande uomo, operai dell'officina, i più famosi piloti e tanta gente comune. La morte di Alfieri non scoraggia i fratelli Maserati: Bindo, lasciata la Isotta Fraschini, torna a Bologna per continuare, con Ernesto ed Ettore, la grande impresa iniziata da Alfieri. L'attività agonistica della Maserati continua intensissima e ancora piena di successi; viene, inoltre, realizzato un motore ad otto cilindri di tre litri. Nel 1933 arriva, poi, Tazio Nuvolari che dara anche un decisivo contributo tecnico, specialmente nel perfezionamento del telaio e nell'adeguamento di questo alle caratteristiche del nuovo motore; Nuvolari trionfa nel GP del Belgio, in quello del Montenero e in quello di Nizza; inizia, poi , il periodo delle competizioni contro Mercedes-Benz e Auto Union, che renderanno la vita difficile alle Maserati nelle corse più prestigiose; i successi continuano, tuttavia, ad arrivare copiosi nelle gare minori e questo spinge i Maserati ad orientare verso questo settore la produzione dell'azienda; nel 1936 trovano un mecenate in Gino Rovere che investe molto nell'azienda e che fa diventare Nino Farina, suo "protetto", presidente della società; viene prodotta la 6CM che garantisce alla Maserati una grande competitività nel settore vetturette. Nel 1937 i fratelli Maserati, pur senza trovarsi in difficoltà finanziarie, cedono le azioni dell'azienda ad una famiglia modenese, gli Orsi, e la Maserati viene trasferita da Bologna a Modena, in quella che sarebbe divenuta la sede storica di Viale Ciro Menotti; in questi anni Ernesto ha già progettato i motori 4CL e 8CL che equipaggeranno le omonime vetture alla fine degli anni '30. I fratelli Maserati resteranno comunque a Modena come responsabili tecnici fino al 1948. La società torna al vertice delle corse, nonostante la forte concorrenza Mercedes. Nel 1939 arriva un'importantissima vittoria alla 500 Miglia di Indianapolis, il 30 maggio, con Wilbur Shaw sulla 8CTF, vittoria che si ripeterà l'anno successivo.

Maserati 6CM del 1937

Durante la II Guerra Mondiale, la Maserati si adatta alla produzione di macchine utensili, componenti elettrici, candele di accensione e veicoli elettrici; nel dopoguerra l'attività riprende con la produzione di una nuova vettura GT, la A6 1500 e la A6GCS debutta con Alberto Ascari vincendo al circuito di Modena; questi sono gli anni delle competizioni contro le "Alfette", le Ferrari e le Talbot. Dopo altre vittorie, gli anni '50 iniziano in salita per la Maserati, con le Alfa Romeo e le Ferrari molto competitive nelle gare. Nel 1953 viene assunto come responsabile tecnico l'ingegnere Gioacchino Colombo che modifica la A6GCM e, nella stagione 1953, la squadra, potenziata, torna ad ottenere importanti vittorie, con piloti come Fangio, Gonzalez, Marimon, Bonetto, de Graffenried; al GP d'Italia di quell'anno Fangio vince davanti ad Ascari e Farina su Ferrari. L'ingegnere Colombo getta anche le basi per il progetto della Maserati 250F, progetto che sarà sviluppato da Alfieri. Il 1954 vede l'esordio della 250F, vettura con cui Fangio vincerà all'esordio della stagione il GP di Argentina. Nel 1955 e nel 1956 la Maserati ottiene ancora importanti vittorie; nel 1957 Fangio torna alla Maserati e con la 250F si laurea per la quinta volta campione del mondo. Nello stesso anno la casa annuncia, tuttavia, il ritiro ufficiale dalle competizioni; in realtà non si tratta mai di un vero e proprio ritiro, perché la Maserati continuerà a costruire vetture da corsa, come la 'Birdcage' ed altri prototipi per team privati, e ad equipaggiare con i propri motori vetture di Formula 1 di altre case, come la Cooper, per cui realizzerà, nel 1965, un motore 12 cilindri, tripla accensione, 3 valvole. La produzione del 3500 GT, vettura presentata nel 1958, rappresenta un momento importante, l'inizio di una nuova era per il Tridente, che porterà anche ad un ampliamento degli stabilimenti: la produzione e il mercato divengono gli obiettivi principali e il mondo delle corse resta solo marginale. Nel 1962 viene presentata la Sebring e nel 1963 la Quattroporte, la prima berlina Maserati con un motore otto cilindri a V di 90° di 4136 cc di cilindrata. Fra alti e bassi. La produzione Maserati cresce costantemente come costanti saranno le novità nei modelli; la grande novità si presenta, tuttavia, nel 1968, quando la Citroen rileva il pacchetto azionario della famiglia Orsi; il commendatore Adolfo Orsi manterrà, pero, la presidenza onoraria della società. Al Salone di Ginevra del 1971 viene presentata la prima Maserati a motore centrale costruita in serie, la Bora, carrozzata Giugiaro; occasionalmente, inoltre, la Maserati fornisce motori per auto da corsa e proprio nel 1971 la Citroen SM con motore Maserati vince il Rally del Marocco. Vengono lanciate la Merak e la Khamsin e la produzione Maserati regala continue soddisfazioni; nel 1973, pero, la "Guerra del Kippur" scatena la crisi petrolifera, provocando all'azienda crescenti difficoltà, anche se inizialmente non insormontabili, tanto che vengono presentati il prototipo della Quattroporte II, carrozzeria Bertone, e la Merak SS. La situazione, tuttavia, precipita e il 23 maggio la Citroen annuncia che la Maserati e posta in liquidazione (la casa francese, infatti, aveva stipulato un accordo con la Peugeot e aveva perso interesse per l'azienda modenese); la pressione dell'associazione industriali e delle amministrazioni comunale e provinciale riesce, pero, a far intervenire il governo e la Maserati evita la chiusura grazie all'amministrazione della GEPI (ente statale per il finanziamento delle imprese in difficolta, a sostegno dell'occupazione): l'8 agosto 1975 viene firmato l'accordo con cui la Benelli acquisisce gran parte del pacchetto azionario della società e Alejandro De Tomaso, argentino, ex pilota, anche Maserati, diviene amministratore del Tridente; De Tomaso riesce, anche se con difficolta, a far riprendere l'azienda e, già nel 1976, lancia un nuovo modello, il Kyalami e, poco dopo, presenta, al Salone di Torino, la Quattroporte III, disegnata da Giugiaro; già a fine anno la produzione fa registrare un notevole aumento. Gli anni Ottanta si caratterizzano per la produzione di un nuovo tipo di vettura a costi contenuti e ad alte prestazioni, la Biturbo, che uscirà in oltre trenta versioni diverse, sia coupé che spider. L'inizio di una nuova era. Grandi novità per la Maserati arrivano nel 1993, quando Fiat Auto acquisisce il pacchetto azionario dell'azienda modenese per poi cederlo integramente alla Ferrari il 1 luglio 1997. In Maserati viene avviata una profonda modernizzazione, ad iniziare dai lavori per la nuova linea di montaggio; nel 1998 viene presentata prima la Quattroporte Evoluzione e, poi, al Salone di Parigi, la 3200 GT. Il 2000 segna la completa riorganizzazione della rete commerciale e l'inizio dei lavori per l'ampliamento dello stabilimento di Viale Ciro Menotti con la costruzione del nuovo centro direzionale. Insomma vetture dal carattere ipersportivo ma con predilezione per l’eleganza, cosa che un tempo fu la completa antitesi di Ferrari, la quale fu più improntata sulle prestazioni. Una scelta azzeccata, ma oggi i ruoli si sono ribaltati. Anche Ferrari comincia a forgiare pelli, foderi, design innovativi pur mantenendo il pedigree di purosangue, mente la casa del Tridente fra i progetti in via di sviluppo pare realizzerà una berlinetta a motore centrale per concorrere alla 458 Italia. Ma non solo: secondo le dichiarazioni di Marchionne, il Gruppo Fiat punterà molto su Maserati, la quale dovrebbe sfornare oltre la misteriosa berlinetta dalla grossa calandra tridentata altri modelli, fra i quali anche un suv. Sperando che quest’ultima sia la giusta soluzione, considerando che Maserati è andata e continua a proseguire fuori dall’ordinario e dagli archetipi dettati dalle mode. Senza nulla togliere alle altre big europee, ma gli affezionati del marchio potrebbero rabbrividire all’idea di salire su una Maserati con la scaletta. Ma di questi tempi tutto è possibile.

...Mauro Modena...



Maserati Gran Turismo MC Stradale