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SFC S. Martino di Bareggio Socio Aderente 2012

8Ultimo aggiornamento (last update) 27 MAGGIO 2018

ore 11:00

Dove Siamo

via Novara 4, 20010 Bareggio (MI)

1984 - 2014: 30° ANNIVERSARIO

Orario di apertura

Venerdì: 21:15 - 23:15

Per informazioni

Principali Sostenitori

Questo sito è stato aperto il 10/11/2012

Le Ferrari delle ville

Ferrari 340/375MM Competizione

Maggio 2013

L’enorme parco in riva al lago di Como al cui interno fanno bella mostra le fascinose e suggestive Villa D’Este e Villa Erba, ogni primavera diventa un po’ più speciale ed attraente del consueto. Una volta all’anno il curatissimo tappeto verde che lo contraddistingue ospita le più aristocratiche, raffinate e prestigiose vetture che la storia ci abbia mai regalato. Esemplari unici, concept car, e fuoriserie danno vita ad uno dei più prestigiosi e mondani eventi automobilisti di tutto il mondo: il Concorso d’Eleganza di Villa D’Este. Ovviamente, come sempre, non potevamo mancare a questo importante appuntamento annuale che anche nell’edizione 2013 ci ha regalato ancora una volta emozioni a profusione. Il contesto composto dal lago, dal grande parco, dalle Ville e del pubblico in raffinato abbigliamento d’altri tempi è in grado di far sembrare ancor più bella un’automobile più di quanto lo possa essere in un qualsiasi salone. Figuriamoci se poi possiamo ammirare il meglio che il mondo dell’auto ha messo alla luce fra gli anni 20 e 70. E se poi ci aggiungiamo ben 25 Ferrari (9 in concorso e 16 in asta per altrettanti fortunati partecipanti) la “faccenda” diventa più emozionale di quanto ci si possa aspettare. Ed ecco quindi che l’attenzione si catapulta quasi immediatamente su una Ferrari 250 Le Mans. Che oltre alla particolare colorazione bianca e blu ha qualcosa di inconsueto. Interni lussuosi in pelle rossa, alzacristalli elettrici, plancia ridisegnata, paraurti cromati, cupola in plexiglass che ricopre il vano motore, particolari feritoie per l’aria, tetto apribile in “stile targa” e passo maggiorato. Cosa sarà mai successo a questa gloriosa regina dei circuiti? Ha subito una cura “civilizzante” da Enzo Ferrari con la speranza di consegnare a 100 clienti questa versione stradale della Le Mans al puro scopo di omologare il modello nella categoria GT.

Ferrari 250 TdF 1958 arrivata per l'evento dalla California con il suo proprietario Mr. Peter Mc Coy

L’omologazione gli fu negata dalla commissione sportiva con largo anticipo facendo rimanere la 250 Le Mans nella categoria prototipi. La versione appena descritta rimase quindi un esemplare unico. Enzo s’infuriò e gridò di voler abbandonare il mondo delle corse. La decisione che prese in seguito a questo disguido la conosciamo tutti. Cosa poi dire dell’elegantissima 250 SWB color vinaccia, il cui proprietario che la ordinò nel 1961 pretese cromature aggiuntive ed interni speciali con finiture d’altissima classe dove pannelli porta, sedili, cruscotto e strumenti furono ridisegnati e irrobustiti? Dopo aver richiesto tutte queste modifiche ad Enzo Ferrari, non si aspettava alcun sovrapprezzo. Anche qui vi lasciamo immaginare come andò a finire. Poi c’era una piccola e cattiva vetturetta rossa con i cerchi gialli, una Dino 166P-206P che dopo aver corso la Targa Florio nel 1970 è rimasta impolverata nel box di una villa del centro Italia. Dopo quarant’anni, senza alcun restauro, è uscita da quel box ed è stata in grado di far vibrare la tribuna con il suo sound tagliente e metallico lasciando incantati l’ineguagliabile e preparatissimo speaker della passerella Simon Kidston e tutti gli spettatori presenti. Molto interessanti anche due 250 TDF del 1956 e del 1958 giunte dalle coste opposte degli USA rispettivamente da California e Florida. Molto differenti fra loro, sono una plausibile testimonianza di come una Ferrari ancora giovane non avesse inquadrato i canoni di design dei propri modelli e fosse alla frenetica ricerca del miglioramento prestazionale.

Dino 206P del 1965 dell'austriaco Andreas Mohringer

Splendide anche la 250 swb California del 61, la 212 Export del 51 inserita in una sezione dedicata alle sfide storiche fra Ferrari e Maserati ed un raffinatissima 500 Superfast in livrea Azzurro California completamente restaurata del reparto Ferrari Classiche di Maranello. Un motore Ferrari, il 246 Dino, trovava posto anche sotto il cofano di un prototipo su base Stratos di proprietà del grandissimo collezionista ed intenditore di pezzi unici Alfa Romeo e di vetture storiche italiane, Corrado “one off” Lopresto, che per l’occasione ha mostrato al pubblico questo particolarissimo prototipo: la Lancia Sibilo, il futuro secondo lancia nel 1978. Ed è marrone. Freschissima invece è la filante Pininfarina Sergio che come suggerisce il nome è dedicata al fondatore della Pininfarina scomparso nel 2012 ed ovviamente si tratta di una Ferrari. E’ una 458 completamente rivista nelle linee e trasformata in un’elegante ed aggressiva barchetta dura e pura. Niente parabrezza, si guida col casco, solo vento e tante emozioni. Spostandoci nel reparto dedicato alle vetture in asta, fra le Ferrari spicca subito il “quartetto dei sogni carmini”: F40, F50, 288 GTO ed Enzo. Quest’ultima se l’è vista brutta quando il motore di una Bentley del 29 posizionata affianco ha deciso di prendere fuoco. Se l’è cavata con un po’ di polvere estinguente che inevitabilmente l’ha ricoperta. Conseguenze diverse invece per il 6 ½ litri Bentley. Nel lotto dell’asta spiccavano anche una arrabbiatissima 599XX, una 400 SWB Superamerica Coupé Aerodinamico, una 250 GTL, una 250 GTE ed un’elegante Daytona blu metallizzato. Ma la parte del leone l’ha fatta una 340/375 MM Berlinetta Competizione del 1953 con un prestigiosissimo palmares alle spalle segnando il record del lotto: il fortunato aggiudicante ha staccato un assegno di 9.856.000,00 euro. Per noi invece l’emozione più grande arriva a fine giornata quando tutte le 16 Ferrari in asta si accendono e tutte in fila ci passano davanti dirigendosi verso Villa D’Este. C’è n’è per tutti i gusti, dall’inquietante rombo della 599XX al nostalgico borbottio delle Ferrari anni 50 e 60 passando per la minacciosa e cupa voce della 288 GTO e della F40. Villa D’Este è tutto questo, è un’esperienza visiva e sensoriale che galvanizza ed estranea temporaneamente la normalità quotidiana.

Flavio Paina